ITL Arezzo – Progetto ALT Caporalato T.R.E.: intensificati i controlli nel settore agricolo nella provincia aretina
Il report dell'attività di vigilanza nel periodo dal 24 agosto al 4 settembre 2026
Pubblicazione: 11 Settembre 2026
Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2026
Nell'ambito del Progetto ALT Caporalato T.R.E.,
l'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Arezzo ha coordinato due settimane di
attività ispettive, svoltesi dal 24 al 28 agostoe dal 31 agosto al 4
settembre 2026, per contrastare il lavoro irregolare e le forme di
sfruttamento lavorativo nel comparto agricolo, controllando un totale di 22
aziende.
Le attività hanno visto la partecipazione degli ispettori
dell'ITL di Arezzo e Siena, dei militari dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del
Lavoro (NIL) di Arezzo e Siena e del personale ispettivo INPS. La
programmazione degli interventi è stata realizzata attraverso un'attività di
intelligence congiunta con INPS, Agenzia delle Entrate e Arma dei Carabinieri,
finalizzata a individuare le aziende agricole committenti che ricorrono
sistematicamente alle cosiddette "aziende senza terra”.
Particolare attenzione è stata dedicata alle aree rurali
dell'intera provincia, con controlli effettuati nei comuni della Valdichiana,
della Valtiberina, del Valdarno e del Casentino, territori caratterizzati
da una forte vocazione agricola. Le verifiche hanno riguardato soprattutto le
lavorazioni stagionali più intense del periodo, quali la raccolta di ortaggi
e frutta e la vendemmia, attività che tradizionalmente comportano un
elevato fabbisogno di manodopera e che risultano, pertanto, maggiormente
esposte al rischio di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori.
La task force ha operato sia attraverso controlli
pianificati sulla base delle risultanze investigative e dell'incrocio delle
banche dati disponibili, sia mediante accessi ispettivi effettuati direttamente
nelle aziende agricole e nei terreni coltivati. L'obiettivo è stato quello di
verificare la regolarità dei rapporti di lavoro, la corretta applicazione della
normativa lavoristica e il rispetto degli obblighi in materia di salute e
sicurezza.
Nel corso delle attività sono stati individuati 8
lavoratori impiegati in nero, situazione che ha comportato anche
l'accertamento di ulteriori violazioni legate alla mancata formazione,
all'assenza di sorveglianza sanitaria e alla mancata predisposizione del
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Complessivamente sono stati adottati
7 provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale e impartite
18 prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, riguardanti
principalmente la formazione dei lavoratori, le visite mediche obbligatorie e
le condizioni di sicurezza degli ambienti di lavoro.
A supporto dell'attività ispettiva hanno operato anche i
mediatori dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il
cui contributo si è rivelato particolarmente importante nel settore agricolo,
dove è significativa la presenza di manodopera straniera. La mediazione
linguistica e culturale ha consentito di instaurare un dialogo diretto con i
lavoratori, favorendo l'emersione di eventuali situazioni di vulnerabilità e
rafforzando il rapporto di fiducia con le istituzioni.
L'iniziativa conferma l'impegno dell'Ispettorato
Nazionale del Lavoro nel presidio del comparto agricolo, settore strategico per
l'economia del territorio aretino ma particolarmente esposto ai fenomeni di
lavoro sommerso, caporalato e sfruttamento lavorativo, soprattutto durante i
periodi di maggiore intensità produttiva.