IAM Bologna – Agricoltura: vigilanza straordinaria nel bolognese contro lavoro irregolare e violazioni in materia di sicurezza
Ispezionate 35 aziende della filiera agroalimentare; accertati 18 casi di lavoro nero, adottati provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale
Pubblicazione: 04 Agosto 2026
Ultimo aggiornamento: 04 Agosto 2026
Nell’ambito della vigilanza straordinaria disposta dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo, l’Ispettorato di Area Metropolitana di Bologna e il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Bologna, con il costante supporto dei reparti territoriali dell’Arma dei Carabinieri, hanno svolto un’articolata attività di controllo lungo la filiera agroalimentare, avviata a partire dal 9 giugno scorso.
Alle operazioni hanno partecipato complessivamente 20 ispettori del lavoro, tra personale ordinario e tecnico dell’IAM Bologna, e 6 militari del NIL, confermando la consolidata collaborazione istituzionale tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’Arma dei Carabinieri nell’azione di tutela della legalità, della sicurezza e della dignità del lavoro.
Nel corso dell’attività ispettiva sono state controllate 35 aziende agricole, delle quali 18 sono risultate irregolari, mentre per ulteriori posizioni gli accertamenti sono tuttora in corso.
Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni di impiego della manodopera presente nelle aziende ispezionate, costituita in larga misura da lavoratori stranieri. Nel corso dei controlli sono stati individuati tre lavoratori privi di regolare permesso di soggiorno sul territorio nazionale, circostanza per la quale sono state attivate le procedure previste dall’ordinamento.
Sul piano lavoristico, sono state verificate 36 posizioni lavorative e accertati 18 casi di lavoro nero. Ulteriori irregolarità hanno riguardato la gestione dei rapporti di lavoro, con la rilevazione di difformità nelle registrazioni sul Libro Unico del Lavoro, di prestazioni lavorative non correttamente registrate e di somme corrisposte in violazione degli obblighi retributivi, fiscali e contributivi.
Gli accertamenti sono stati estesi anche al rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
In numerosi casi è stata riscontrata l’assenza della formazione obbligatoria e della sorveglianza sanitaria prevista dalla legislazione vigente per i lavoratori impiegati, circostanze che hanno determinato l’adozione delle prescrizioni di legge da parte del personale ispettivo.
Sono state inoltre rilevate criticità riguardanti l’idoneità e la manutenzione delle attrezzature di lavoro in sette aziende agricole, mentre in altre due aziende sono emerse irregolarità nella gestione e nel deposito dei prodotti fitosanitari. In un ulteriore caso è stata accertata la mancata adozione di adeguate misure di protezione a tutela dei lavoratori esposti al rischio di caduta dall’alto.
Nel corso di tutti gli accessi ispettivi è stato altresì verificato il rispetto delle disposizioni regionali vigenti in materia di prevenzione dei rischi connessi alle elevate temperature e all’esposizione al calore nelle attività agricole svolte all’aperto.
Provvedimenti adottati
All’esito delle attività di vigilanza sono stati adottati:
- 3 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di lavoratori irregolari in misura pari o superiore al 10 per cento del personale presente;
- 3 comunicazioni di notizia di reato all’Autorità giudiziaria per impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno, ai sensi dell’articolo 22, comma 12, del decreto legislativo n. 286/1998;
- 48.000 euro di sanzioni amministrative per lavoro nero, violazioni degli obblighi di assunzione e irregolarità nelle registrazioni sul Libro Unico del Lavoro;
- 25.000 euro di ammende per violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro