IAM Reggio Calabria: attività di vigilanza nella settimana dal 6 al 12 luglio 2026

Nell’ambito del progetto “A.L.T. Caporalato T.R.E. – Azioni per la Legalità e la Tutela del lavoro: Tutela, Resilienza ed Emersione”

Pubblicazione: 14 Luglio 2026

Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2026

Proseguono le attività di vigilanza dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Reggio Calabria, finalizzate al contrasto del lavoro irregolare e alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso della settimana dal 6 al 12 luglio 2026, gli ispettori del lavoro hanno effettuato numerosi controlli nei settori agricolo e dei pubblici esercizi, accertando diverse violazioni della normativa lavoristica e in materia di sicurezza.

Nell’ambito del progetto “A.L.T. Caporalato T.R.E. – Azioni per la Legalità e la Tutela del lavoro: Tutela, Resilienza ed Emersione”, i controlli eseguiti nella Piana di Gioia Tauro hanno consentito di individuare cinque braccianti agricoli completamente privi di regolare contratto di lavoro, impiegati presso la medesima azienda. L’attività imprenditoriale è stata immediatamente sospesa e il datore di lavoro, per ottenere la revoca del provvedimento, dovrà versare la somma aggiuntiva prevista dalla normativa, pari a 2.500 euro. Contestualmente è stata irrogata la maxi-sanzione per lavoro nero, pari a 19.500 euro.

Nel corso dell’ispezione sono emerse, inoltre, ulteriori violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento all’omessa sorveglianza sanitaria e alla mancata formazione dei lavoratori. Alle sanzioni amministrative già contestate si aggiungeranno, pertanto, le prescrizioni previste dalla legge, che consentiranno alle imprese, in caso di regolarizzazione e adempimento degli obblighi imposti, di accedere al pagamento delle relative sanzioni estintive.

Sempre nella Piana di Gioia Tauro, ulteriori controlli effettuati in due distinti appezzamenti agricoli hanno portato all’accertamento dell’impiego irregolare dell’unico lavoratore presente presso ciascuna azienda. Nei confronti dei due imprenditori sono state elevate maxi-sanzioni per lavoro nero pari a 3.900 euro ciascuna.

Nel comparto agricolo, nell’ambito degli interventi interforze coordinati dalla Prefettura di Reggio Calabria e inseriti nell’operazione “Alto Impatto”, svolti nella fascia tirrenica della provincia, gli ispettori hanno inoltre individuato un lavoratore extracomunitario, unico dipendente dell’azienda controllata, privo del permesso di soggiorno e irregolarmente presente sul territorio nazionale. In questo caso, la maxi-sanzione aggravata per lavoro nero ammonta a 4.300 euro.

L’attività di controllo ha interessato anche il settore dei pubblici esercizi. Nel corso di un accesso ispettivo serale effettuato nella città di Reggio Calabria, in collaborazione con la Questura, gli ispettori del lavoro hanno verificato la posizione di trenta lavoratori, accertando la presenza di un banconista-barista impiegato senza contratto. Nei confronti dell’amministratore della società è stata contestata la maxi-sanzione per lavoro nero, pari a 3.900 euro, cui si aggiungeranno le prescrizioni penali relative all’omessa sorveglianza sanitaria e alla mancata formazione in materia di sicurezza.

Nel medesimo esercizio commerciale sono stati inoltre individuati alcuni lavoratori minorenni, regolarmente assunti e di età superiore ai sedici anni, impiegati tuttavia in orario notturno, nonostante il completamento dell’obbligo scolastico. Per tali violazioni al datore di lavoro saranno comminate le prescrizioni previste dalla normativa a tutela del lavoro minorile.

Infine, durante lo stesso accesso ispettivo, sono state impartite ulteriori prescrizioni penali riguardanti la gestione del rischio da calore all’interno delle cucine del locale, nell’ottica di garantire adeguati livelli di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

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