ALT Caporalato T.R.E.: controlli straordinari contro il caporalato in provincia di Rovigo
Ispezionate 22 aziende in collaborazione con i Carabinieri del NIL e i mediatori dell'OIM
Pubblicazione: 12 Giugno 2026
Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2026
Nell’ambito del progetto ALT Caporalato T.R.E., co‑finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021‑2027, si è svolta, dal 20 al 24 aprile 2026, un’articolata attività ispettiva coordinata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rovigo, con il supporto dei militari del Nucleo Tutela Lavoro di Rovigo e i mediatori culturali dell’OIM.
I controlli hanno interessato i comuni di Lusia, Lendinara, Arquà Polesine, Taglio di Po, Porto Viro, Rosolina Mare e Albarella, coinvolgendo complessivamente 22 aziende operanti nei settori edilizia, logistica e magazzinaggio.
Nel corso delle verifiche sono state controllate 87 posizioni lavorative, così suddivise:
- 45 lavoratori italiani
- 5 cittadini comunitari
- 37 lavoratori extracomunitari
Sono state riscontrate irregolarità relative all’impiego di personale, con particolare riferimento a 5 lavoratori impiegati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro nel settore edile.
Sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, sono emerse criticità in 11 aziende. In particolare:
- nel settore logistica e facchinaggio, presso un centro di smistamento, è stata accertata la violazione delle norme relative alle vie di emergenza (artt. 63 e 64 D.Lgs. 81/2008);
- nel settore edilizio sono state rilevate 11 violazioni riguardanti, tra l’altro, lavori in quota, assenza o inidoneità dei parapetti, uso improprio delle impalcature, carenze nella sorveglianza sanitaria e nella formazione dei lavoratori.
All’attività ispettiva hanno preso parte 21 unità di personale, tra ispettori del lavoro, militari del Nucleo Carabinieri dell’ITL e ispettori provenienti da altre sedi, oltre a 2 mediatori culturali Oim (lingua araba e urdu).
Sono stati adottati n. 4 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale nei confronti di aziende risultate irregolari, per l’impiego di lavoratori non regolarmente assunti .
Ad oggi, 3 aziende hanno provveduto alla regolarizzazione, consentendo la revoca della sospensione previo pagamento di sanzioni aggiuntive per un totale di 3.500 euro.
L’attività si inserisce in un’azione più ampia di contrasto ai fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori stranieri e delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.