Contingente INL Sicilia: controlli ad Agrigento in ristoranti, panifici, commercio e manifatturiero
Sospese tre attività per violazioni in materia di lavoro e sicurezza
Pubblicazione: 02 Novembre 2026
Ultimo aggiornamento: 02 Novembre 2026
Gli ispettori del contingente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro in Sicilia, in servizio nella provincia di Agrigento, hanno svolto negli ultimi giorni una serie di controlli nel capoluogo e in diversi centri del territorio, interessando i settori della ristorazione, della panificazione, del commercio e del manifatturiero.
Nel settore dei panifici, gli accertamenti relativi all’azienda ispezionata hanno evidenziato la mancata redazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR), circostanza che ha comportato la sospensione dell’attività imprenditoriale, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro. Sono state inoltre contestate violazioni per l’omessa sorveglianza sanitaria e la mancata formazione in materia di salute e sicurezza dei quattro dipendenti. Le ammende complessivamente elevate ammontano a 5.552,97 euro.
Nel settore della ristorazione, il controllo effettuato su un’azienda ha fatto emergere irregolarità relative alla sorveglianza sanitaria e alla formazione sulla sicurezza di un dipendente, con ammende per 3.274,83 euro.
Nel commercio è stato individuato un lavoratore in nero su cinque presenti nell’azienda ispezionata. È stata quindi disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro. Sono state inoltre riscontrate violazioni in materia di sorveglianza sanitaria, formazione dei lavoratori e aggiornamento della formazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), con ammende per 5.125,82 euro. Con un successivo verbale unico sarà contestata anche la maxi sanzione per lavoro nero, da un minimo di 1.950 a un massimo di 3.900 euro.
Nel comparto manifatturiero sono state controllate due aziende. Nella prima è stato accertato l’impiego di un lavoratore in nero su tre presenti. Anche in questo caso è scattata la sospensione dell’attività, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro. Le violazioni riscontrate hanno riguardato anche l’omessa sorveglianza sanitaria e la mancata formazione dei lavoratori, con ammende per 3.274,83 euro. Sarà inoltre contestata la maxi sanzione per lavoro nero, da 1.950 a 3.900 euro.
Nella seconda azienda, sono emerse diverse irregolarità in materia di salute e sicurezza: valutazione incompleta del rischio rumore, mancata sorveglianza sanitaria e formazione dei dipendenti, oltre all'inosservanza delle misure previste per l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione delle attrezzature di lavoro. Le ammende elevate ammontano a 7.831,11 euro.