IAM Cagliari – Lavoro nero e violazioni sulla sicurezza, controlli in città e nell’hinterland
L’attività ispettiva effettuata in collaborazione con la Guardia di Finanza di Cagliari
Pubblicazione: 06 Ottobre 2026
Ultimo aggiornamento: 06 Ottobre 2026
Lavoratori in nero e gravi carenze sul fronte della sicurezza. È quanto emerso nei giorni scorsi dai controlli effettuati dagli ispettori del lavoro nell’area cagliaritana, anche in collaborazione con la Guardia di Finanza di Cagliari.
In un’attività di autonoleggio dell’hinterland, a fronte di sei lavoratori occupati, è stato trovato un lavoratore privo di copertura previdenziale e assicurativa. È scattata la sospensione dell’attività per lavoro nero, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro, cui si aggiungerà la relativa maxisanzione. Per entrambe le società è stata inoltre disposta la sospensione per la mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR), con ulteriori somme aggiuntive per complessivi 5.000 euro.
Altri controlli, effettuati nello scorso fine settimana in orario serale, hanno interessato due attività di ristorazione dell’hinterland. In un ristorante-pizzeria sono stati individuati cinque lavoratori privi di copertura previdenziale e assicurativa su 11 complessivamente occupati: due lavapiatti, un cameriere, un aiuto-pizzaiolo e un addetto alle consegne a domicilio. In una pizzeria da asporto sono stati invece trovati altri due lavoratori in nero, una cassiera e un portapizze. In entrambi i casi è stata disposta la sospensione dell’attività, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro.
In città, infine, un controllo in un autolavaggio ha portato alla scoperta di quattro lavoratori in nero su quattro presenti. In relazione ai periodi di lavoro prestati senza copertura assicurativa saranno contestate tre maxisanzioni entro i 30 giorni e una oltre i 60 giorni, per un importo complessivo di 15.600 euro. Anche in questo caso è scattata la sospensione per lavoro nero, con una somma aggiuntiva di 2.500 euro.
Nello stesso autolavaggio è stata inoltre accertata la mancata elaborazione del DVR, con conseguente sospensione dell’attività per motivi di sicurezza e un’ulteriore somma aggiuntiva di 2.500 euro.