IAM Reggio Calabria: cantieri edili al setaccio per il Progetto ALT! CAPORALATO T.R.E.

Direzione interregionale del Sud (Napoli)
IAM Reggio Calabria
Attività di vigilanza

Il report dell'attività ispettiva dal 29 giugno al 5 luglio 2026

Pubblicazione: 08 Luglio 2026

Ultimo aggiornamento: 08 Luglio 2026

Nel corso della settimana compresa tra il 29 giugno e il 5 luglio 2026, gli ispettori dell'Ispettorato Area Metropolitana (IAM) di Reggio Calabria hanno intensificato le attività di vigilanza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai cantieri edili nell'ambito del progetto "A.L.T. Caporalato T.R.E. – Azioni per la Legalità e la Tutela del lavoro: Tutela, Resilienza ed Emersione", facendo emergere numerose irregolarità in materia di lavoro sommerso e sicurezza.

Nella città di Reggio Calabria sono stati ispezionati diversi cantieri edili. In un primo caso è stata sospesa un'impresa che impiegava due lavoratori completamente "in nero", entrambi privi di regolare contratto. Per ottenere la revoca del provvedimento di sospensione il datore di lavoro dovrà versare una somma aggiuntiva di 2.500 euro, oltre alla maxi-sanzione di 7.800 euro prevista per il lavoro irregolare. Sono state inoltre contestate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, tra cui l'omessa sorveglianza sanitaria e la mancata formazione dei lavoratori. La stessa impresa è stata destinataria di una seconda sospensione per gravi violazioni della normativa sulla sicurezza, dovute all'assenza dell'impianto di messa a terra e alla conseguente mancata protezione contro i contatti elettrici diretti e indiretti. Per la riapertura dell'attività sarà necessario il pagamento di un'ulteriore somma aggiuntiva di 3.000 euro, oltre all'adempimento delle prescrizioni penali notificate dagli ispettori.

Rimanendo nel capoluogo, un secondo cantiere è stato sospeso per lavoro nero dopo che uno dei due lavoratori presenti è risultato privo di regolare contratto. Anche in questo caso il datore di lavoro dovrà versare 2.500 euro per ottenere la revoca della sospensione e la maxi-sanzione di 3.900 euro. Il titolare è stato inoltre deferito all'Autorità giudiziaria per la mancata visita medica di idoneità e per l'omessa formazione in materia di salute e sicurezza, con possibilità di estinguere i reati attraverso l'adempimento delle prescrizioni impartite.

Sempre a Reggio Calabria è stata infine individuata una microimpresa che occupava "in nero" l'unico lavoratore presente. Al datore di lavoro è stata contestata la maxi-sanzione di 3.900 euro ed è stato deferito all'Autorità giudiziaria per l'omessa sorveglianza sanitaria e la mancata formazione sulla sicurezza. Anche in questo caso sono state impartite prescrizioni penali la cui ottemperanza consentirà l'ammissione al pagamento delle sanzioni amministrative estintive dei reati accertati.

Numerose irregolarità sono emerse anche nei cantieri della Piana di Gioia Tauro. In un caso una ditta è stata sospesa sia per lavoro nero sia per gravi violazioni in materia di sicurezza. I due lavoratori presenti risultavano infatti completamente privi di regolare assunzione, mentre il ponteggio utilizzato nel cantiere è stato giudicato insicuro. Per la sospensione dovuta al lavoro nero il datore di lavoro dovrà versare 2.500 euro, oltre alla maxi-sanzione di 7.800 euro e alle sanzioni amministrative estintive conseguenti alle violazioni relative all'omessa sorveglianza sanitaria e alla mancata formazione. Per la sospensione legata alle violazioni del Testo Unico sulla sicurezza sarà inoltre necessario il pagamento di ulteriori 3.000 euro e l'adempimento delle prescrizioni tecniche impartite dagli ispettori.

Nella stessa Piana di Gioia Tauro un'altra impresa è stata sospesa dopo che uno dei due lavoratori presenti è risultato privo di regolare formalizzazione del rapporto di lavoro. Anche in questo caso il datore di lavoro dovrà versare 2.500 euro per ottenere la riapertura dell'attività, oltre alla maxi-sanzione di 3.900 euro. Sono state inoltre contestate la mancata visita medica e l'omessa formazione, con notifica delle relative prescrizioni penali.

Sulla fascia jonica reggina è stato invece sospeso un cantiere per gravi violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, dovute alla presenza di un ponteggio pericolante e di un quadro elettrico non conforme. Oltre alle prescrizioni tecniche impartite dagli ispettori, il datore di lavoro dovrà versare una somma aggiuntiva di 3.000 euro per ottenere la revoca della sospensione.

Nella Locride, infine, una ditta operante in un cantiere è stata allontanata perché priva della patente a crediti, il sistema di qualificazione delle imprese finalizzato a premiare gli operatori che investono in sicurezza e qualità e a contrastare l'attività di soggetti privi dei requisiti previsti dalla normativa. Per tale violazione è stata applicata una sanzione amministrativa di 4.000 euro.

L'attività ispettiva ha interessato anche il settore agricolo. Sempre nella Locride un imprenditore agricolo è stato sanzionato con la maxi-sanzione di 3.900 euro per aver impiegato senza regolare contratto l'unico dipendente, un bracciante extracomunitario. Sono state inoltre impartite le prescrizioni penali necessarie per regolarizzare la posizione del lavoratore attraverso l'effettuazione della visita medica e della formazione obbligatoria, con possibilità di estinguere i reati mediante il pagamento delle relative sanzioni amministrative in caso di ottemperanza.

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