Contingente INL Sicilia, task force Progetto ALT! CAPORALATO T.R.E. nel ragusano

Direzione interregionale del Sud (Napoli)
Attività di vigilanza

Braccianti agricoli sfruttati e ospitati in strutture degradanti: denunciato un datore di lavoro

Pubblicazione: 23 Giugno 2026

Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2026


Roma, 23 giugno 2026 - Proseguono in questo inizio d’estate i controlli nel settore agricoltura, mirati al contrasto dello sfruttamento lavorativo di soggetti particolarmente espostinell’ambito del “Progetto A.L.T. Caporalato T.R.E.”, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027.

Lo scorso 18 giugno gli ispettori del lavoro del Contingente INL Sicilia, con la partecipazione dei mediatori culturali OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e il supporto dei Carabinieri hanno eseguito un’operazione anti-caporalato presso due aziende agricole operanti nel Ragusano.

All’interno di serre coltivate a pomodori gli ispettori hanno trovato quindici lavoratori agricoli, di cui quattordici stranieri. Tra questi ultimi, cinque erano completamente in nero, ovvero senza alcuna copertura assicurativa, per di più tre di essi – tra cui un clandestino - risultavano inoccupabili al lavoro poiché non in possesso di un valido permesso di soggiorno.

Sotto il profilo della salute e della sicurezza, tutti i presenti lavoravano alle colture in serra senza l’uso dei necessari dispositivi di protezione quali guanti e scarpe antinfortunistiche; molti di loro lavoravano in ciabatte e senza alcuna formazione in materia di salute e sicurezza del lavoro oltre a non aver sostenuto alcuna visita medica di idoneità prima di essere impiegati al lavoro.

Gli accertamenti si sono estesi anche ad un magazzino semirustico privo di impianti a norma e adibito ad alloggio per i braccianti agricoli. Lo stesso si trovava in pessime condizioni igienico-sanitarie.

A seguito delle gravi violazioni riscontrate, una delle due aziende è stata sospesa per lavoro nero, mentre per entrambe sono scattati i provvedimenti di prescrizione in materia di salute e sicurezza.

Durante l’attività ispettiva sono emersi gravi indici di sfruttamento lavorativo per dell’evidente stato di bisogno dei lavoratori: retribuzioni sottosoglia, violazioni in materia di salute e sicurezza, inique condizioni lavorative e situazioni alloggiative degradanti.

A fronte di una situazione lavorativa e logistica così degradante, è intervenuta sul luogo di lavoro un’associazione “anti-tratta” operante nel contrasto allo sfruttamento lavorativo dei migranti che ha preso in carico i soggetti consenzienti ad entrare nel programma di protezione e inserimento sociale.

Per le gravi le violazioni riscontrate in materia di sicurezza e le violazioni in materia giuslavoristica, le sanzioni comminate ammontano a circa 33.000 euro.

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