IAM Reggio Calabria: il report dell’attività di vigilanza nella settimana dal 15 al 21 giugno 2026
Edilizia, agricoltura e metalmeccanica i settori interessati dai controlli
Pubblicazione: 22 Giugno 2026
Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2026
Nel corso delle attività di vigilanza svolte nella settimana dal 15 al 21 giugno 2026, gli ispettori del lavoro dell’IAM Reggio Calabria hanno effettuato controlli in diversi luoghi di lavoro, riscontrando irregolarità in materia di occupazione e sicurezza.
A Reggio Calabria, si è proceduto a sospendere l’attività di un’officina meccanica per l’impiego di lavoro irregolare: dei sei lavoratori individuati al momento dell’accesso ispettivo, uno è risultato privo di contratto di lavoro. Per la riapertura dell’attività, il datore di lavoro dovrà versare una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro, oltre alla maxi-sanzione prevista, che in questo caso ammonta a 3.900 euro. A tali importi si aggiungono le sanzioni amministrative estintive relative alle violazioni accertate in materia di sorveglianza sanitaria e formazione sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Nella Piana di Gioia Tauro, presso un’azienda agricola, è stato individuato l’unico bracciante impiegato: un lavoratore extracomunitario privo di regolare titolo di soggiorno in Italia. Al titolare dell’azienda è stata contestata l’occupazione alle proprie dipendenze di un lavoratore privo del permesso di soggiorno. Per l’occupazione irregolare del lavoratore straniero è prevista una maxi-sanzione aggravata pari a 4.300 euro.
Sulla Jonica, in un cantiere edile, la ditta impegnata nei lavori è stata sospesa sia per l’impiego di un lavoratore in nero su tre presenti, sia per gravi violazioni in materia di sicurezza, in particolare per il rischio di caduta dall’alto.
Per la ripresa dell’attività sarà necessario il versamento delle somme aggiuntive previste: 2.500 euro per la sospensione legata al lavoro nero e 3.000 euro per la sospensione determinata dalle gravi violazioni sulla sicurezza. La maxi-sanzione per lavoro nero ammonta a 3.900 euro, cui si aggiungono le sanzioni amministrative estintive relative alla mancata sorveglianza sanitaria, alla mancata formazione del lavoratore individuato e al rischio di caduta dall’alto rilevato nel cantiere.
Un ulteriore cantiere nella Piana di Gioia Tauro è stato sospeso per gravi violazioni in materia di sicurezza, dovute alla presenza di aperture nel vuoto prive di adeguata protezione. Per la riapertura dell’attività, il titolare – segnalato all’Autorità Giudiziaria con l’applicazione delle specifiche prescrizioni penali previste in materia di sicurezza sul lavoro – dovrà inoltre pagare una sanzione di 3.000 euro.