IAM Roma: vigilanza nel settore della ristorazione
Sospese 9 attività per lavoro nero e mancata sicurezza
Pubblicazione: 16 Giugno 2026
Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2026
Il fine settima appena trascorso ha visto impegnato il personale ispettivo dello IAM di Roma in un’attività di vigilanza che ha interessato il settore della ristorazione, in particolare, nei quartieri centrali Trieste e Piazza del Popolo.
L’operazione ha portato all'emersione di un quadro di illegalità diffusa e ha determinato l’adozione di 9 provvedimenti di sospensione delle attività (5 per lavoro nero e 4 per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza).
Nel corso dei controlli sono state ispezionate 14 aziende e sono state controllate 61 posizioni lavorative: di queste, 9 – operanti in 4 diversi ristoranti - sono risultate prive di contratto di assunzione.
Nel dettaglio, nel primo ristorante erano in nero 5 lavoratori su 6; nel secondo, 2 su 11; nel terzo, 1 su 3; nell’ultimo, è risultato in nero l’unico lavoratore presente.
In un’altra delle aziende ispezionate sono stati trovati 26 lavoratori formalmente alle dipendenze di 7 aziende diverse operanti nello stesso luogo, collegate tra loro da appalti e contratti di rete. Tali fenomeni, ormai ampiamente diffusi, costituiscono ogni giorno argomento di approfondimento da parte degli ispettori, impegnati a valutarne il corretto utilizzo secondo le finalità previste dal legislatore.
In una ulteriore attività, 11 lavoratori risultavano formalmente assunti con contratti part-time di 8 o 10 ore settimanali, pur prestando di fatto un orario effettivo di 40 ore settimanali. Oltre la metà della retribuzione è risultata corrisposta in contanti e fuori dalla busta paga, con assenza delle maggiorazioni spettanti per il lavoro festivo.
Sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, le violazioni più gravi hanno riguardato la omessa redazione del Dvr (documento di valutazione dei rischi) e la non conformità degli impianti elettrici, potenzialmente pericolosi per i lavoratori.
Numerose sono state, altresì, le prescrizioni impartite per la mancata verifica periodica degli estintori, per la non adeguata valutazione del rischio incendio, per l’assenza o inadeguatezza della segnaletica delle uscite d'emergenza, per la carente manutenzione e cura delle attrezzature e dei luoghi di lavoro.