IAM Genova – Contrastare lo sfruttamento con la conoscenza
L’impegno dell’Ufficio genovese a favore delle lavoratrici straniere
Pubblicazione: 19 Marzo 2026
Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2026
Il 10 marzo scorso si è svolto presso lo IAM Genova, per il secondo anno consecutivo, un focus tematico con un gruppo di lavoratrici di origine non comunitaria, dedicato al lavoro femminile e alla tutela della maternità, realizzato anche grazie al contributo delle mediatrici culturali e delle operatrici delle cooperative Agorà e Biscione, attive nell’ambito del progetto Common Ground per il contrasto allo sfruttamento lavorativo, il cui riavvio operativo è previsto per l’estate. La collaborazione sviluppata con IAM Genova nell’ambito del progetto ha consentito di consolidare una sinergia efficace, orientata alla diffusione dei diritti fondamentali delle lavoratrici, con particolare attenzione alle donne provenienti da Venezuela, Palestina, Siria e Nigeria. L’iniziativa ha evidenziato come la mancanza di un quadro normativo di tutela nei Paesi di origine esponga maggiormente le lavoratrici migranti al rischio di abusi e sfruttamento. Per questo, oltre a fornire informazioni sulle tipologie contrattuali, l’incontro si è concentrato sull’illustrazione dei principali diritti riconosciuti all’interno dell’ordinamento italiano alla donna lavoratrice, nella sua duplice dimensione di moglie e madre. Le testimonianze raccolte hanno confermato come realtà geografiche differenti – Africa, Asia, Sud America – siano spesso accomunate da sistemi di protezione minimi, se non del tutto assenti. In tale contesto, il confronto non si è limitato alla semplice trasmissione di nozioni, ma ha favorito un interscambio diretto e partecipato, volto a rafforzare la consapevolezza dei propri diritti. Da tempo il Processo Servizi all’Utenza di IAM Genova dedica un’attenzione specifica ai lavoratori e alle lavoratrici provenienti da Paesi extra-UE, riservando momenti informativi mirati con il supporto di operatori e mediatori culturali. L’obiettivo è agevolare il dialogo istituzionale e sostenere chi, spesso privo di adeguata conoscenza linguistica, cerca di inserirsi nel mercato del lavoro regolare, garantendo accesso ai diritti e promuovendo condizioni di occupazione dignitose.