ITL Cosenza: Controlli di sicurezza nei pubblici esercizi e lotta al lavoro sommerso
Verifiche anche in agricoltura e in edilizia, sospese diverse attività per lavoro nero e mancato rispetto della sicurezza
Pubblicazione: 10 Marzo 2026
Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2026
Gli ispettori dell’ITL di Cosenza, unitamente al Nucleo speciale dei Carabinieri (NIL), sono stati impegnati la settimana scorsa nella campagna dei controlli di sicurezza e di lotta al lavoro sommerso nei pubblici esercizi, nelle attività di intrattenimento, oltre che nel settore dell’agricoltura e dell’edilizia, con oltre 137mila euro di sanzioni complessive .
In particolare, nell’ambito della campagna sulla sicurezza nei pubblici esercizi e nelle attività di intrattenimento, sono state oggetto di ispezione due bar e due pizzerie.
Nei primi trovati intenti al lavoro senza contratto né copertura assicurativa un lavoratore su tre (33.33% di lavoro nero). Sono stati, pertanto, adottati due provvedimenti di sospensione con irrogazione della somma aggiuntiva di euro 2.500,00 per ciascuna attività, oltre alle maxi-sanzioni per ciascuno dei bar, pari ad euro 3.900 a carico di ciascun datore di lavoro.
Nelle due pizzerie ispezionate sono stati adottati provvedimenti inerenti al lavoro sommerso e provvedimenti in materia di salute e sicurezza.
In particolare, in una delle due pizzerie è stato trovato un lavoratore in nero sui cinque presenti (20% di lavoro nero), peraltro privo di permesso di soggiorno e quindi incollocabile. Gli ispettori hanno adottato di conseguenza il provvedimento di sospensione, con irrogazione della somma aggiuntiva pari ad euro 2500 e la maxi-sanzione – ipotesi aggravata – pari ad euro 4680. Inoltre, sotto il profilo della sicurezza dei luoghi di lavoro la stessa pizzeria è risultata avere le porte d’uscita e le porte di emergenza non a norma, con conseguente prescrizione da parte degli ispettori tecnici con sanzioni complessive per 6.834 euro.
Nella seconda pizzeria ispezionata l’unico lavoratore presente era “in nero” (100% di lavoro nero): è stato pertanto adottato il provvedimento di sospensione con somma aggiuntiva pari ad euro 2500 e la maxi-sanzione per lavoro sommerso pari ad euro 3900.
Nel settore dell’agricoltura sono state oggetto di verifica 3 aziende.
In una delle tre sono stati intercettati 3 lavoratori in nero sui 3 in organico (100% lavoro sommerso) tale da adottare il provvedimento di sospensione con irrogazione della somma aggiuntiva di euro 2.500 e la maxi-sanzione per lavoro sommerso pari ad euro 11.700.
Nella seconda azienda sono stati trovati intenti al lavoro e sprovvisti di tutela 6 lavoratori su 8 presenti. Anche in questo caso è stato adottato il provvedimento di sospensione con irrogazione della somma aggiuntiva pari, stavolta, ad euro 5000 e la maxisanzione per lavoro sommerso pari ad euro 23.400 a carico del datore di lavoro.
Nella terza azienda agricola sono stati trovati in nero 6 lavoratori su 6 di cui 5 lavoratori incollocabili. È stata, altresì, irrogata a carico del datore di lavoro la maxisanzione per il lavoratore con permesso di soggiorno, pari ad euro 3900 e la maxi-sanzione -ipotesi aggravata- per i 5 lavoratori privi di permesso di soggiorno, pari ad euro 19.500.
La stessa azienda, al momento dell’accesso, è risultata priva del documento di valutazione dei rischi (DVR) e, pertanto, anche assoggettata a sospensione dell’attività di impresa con irrogazione della sanzione pari ad euro 2.500.
Infine, nel settore dell’edilizia è stata oggetto di verifica un’impresa ove è stato rinvenuto un lavoratore a nero su due presenti in cantiere. Inoltre, la ditta operante nel cantiere risultava sprovvista di patente a crediti, quindi, allontanata dai luoghi di lavoro. Il cantiere è risultato avere una recinzione non idonea e gli impianti ed apparecchi elettrici non a norma. E ancora, un lavoratore è risultato privo di visita medica ed un altro sprovvisto di formazione. Sono stati adottati, quindi, il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale con irrogazione della somma aggiuntiva pari ad euro 2.500; è stata irrogata la maxisanzione per lavoro nero pari ad euro 3.900 e sono state adottate 5 prescrizioni da parte degli ispettori tecnici per un totale di oltre 25.000 euro.