Contingente INL Sicilia: gravi violazioni in tre cantieri in provincia di Enna

Direzione interregionale del Sud (Napoli)
Attività di vigilanza

Sospese tre attività imprenditoriali per lavoro nero e in materia di salute e sicurezza

Pubblicazione: 10 Marzo 2026

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2026

Continua l’attività di controllo nei cantieri in Sicilia ad opera del personale del Contingente Sicilia che opera nella provincia di Enna

L'attività ispettiva, mirata alla verifica del rispetto delle normative in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro ed alle norme di tutela dei rapporti di lavoro e di detrazione sociale, ha portato alla luce diverse irregolarità.

Nel corso dell’accesso ispettivo effettuato in un cantiere nel quale si svolgevano lavori di edilizia privata erano presenti tre lavoratori di cui uno occupato in assenza della preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. Tale circostanza ha comportato l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro irregolare, ai sensi dell’articolo 14 del D.Lgs. n. 81/2008.

La sanzione amministrativa da pagare per ottenere la revoca della sospensione ammonta a complessivi €. 2500. Inoltre, sono state impartite le prescrizioni in materia di salute e sicurezza per l’omessa sorveglianza sanitaria del lavoratore oltre all’omessa formazione e informazione sui rischi specifici della mansione. Per tali violazioni sono previste ammende per oltre €. 4.000

Contestualmente, gli ispettori tecnici hanno accertato gravi carenze in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare riferimento al rischio di caduta dall’alto, dovuto alla mancata predisposizione di adeguate misure di protezione collettiva e individuale durante le lavorazioni in quota.

Alla luce delle violazioni riscontrate, è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale anche per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con applicazione della somma aggiuntiva pari a 3000 euro.

Il provvedimento di sospensione potrà essere revocato esclusivamente a seguito della regolarizzazione dei lavoratori, della rimozione delle condizioni di rischio accertate, nonché del pagamento delle sanzioni pari ad €. 5.500.

Nel secondo cantiere ispezionato l’impresa sottoposta a verifica è risultata priva della patente a crediti, documento obbligatorio dal 1 ottobre 2024 per tutte le imprese che operano nei cantieri temporanei o mobili. A seguito dell'accertamento gli ispettori del lavoro del Contingente Sicilia hanno disposto l'allontanamento immediato della ditta dal luogo di lavoro informando la stessa dell'impossibilità di operare nei cantieri in assenza del documento.

Inoltre è stato accertato che l’impresa faceva lavorare entrambi i lavoratori presenti in cantiere in assenza di comunicazione obbligatoria. Conseguentemente è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale per il superamento della soglia massima di lavoro nero prevista dalla legge. La sanzione amministrativa da pagare per ottenere la revoca della sospensione ammonta a complessivi €. 2500. Inoltre, sono state impartite le prescrizioni in materia di salute e sicurezza per l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori oltre all’omessa formazione e informazione sui rischi specifici della mansione. Per tali violazioni sono previste ammende per oltre €. 5.000.

Sono in corso ulteriori verifiche per l’adozione delle necessarie prescrizioni per le violazioni in materia di sicurezza e per l’irrogazione della sanzioni alle imprese che operano in assenza di patente a crediti, sia al committente per la mancata verifica del requisito.

Nell’ultimo cantiere ispezionato l’impresa esecutrice svolgeva i lavori di ristrutturazione di un edificio privato. E’ stato accertato che la ditta occupava un lavoratore in nero, e nei lavori in quota non è stata adottata una adeguata impalcatura o ponteggio o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose.

Conseguentemente è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale sia per lavoro nero che per gravi violazioni in materia di sicurezza. Il provvedimento prevede una sanzione amministrativa complessiva di €. 5.500 per ottenere la revoca della sospensione.

Sono state inoltre adottate le prescrizioni per omessa sorveglianza sanitaria, informazione e formazione del lavoratore irregolare nonché per la mancanza di protezioni verso il vuoto, e per il mancato aggiornamento del PIMUS per un importo complessivo di circa €. 6.300.

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