ITL Cuneo – Verifiche in agricoltura nel basso Piemonte: scarsa sicurezza e mancato rispetto del CCNL

Direzione interregionale del Nord (Milano)
ITL Cuneo
Attività di vigilanza

I controlli degli ispettori del lavoro nel settore del contoterzismo agricolo

Pubblicazione: 05 Febbraio 2026

Ultimo aggiornamento: 05 Febbraio 2026

Nel corso delle attività di vigilanza a tutela dei lavoratori impiegati nella potatura delle viti delle Langhe e Roero, gli ispettori del lavoro dell’ITL di Cuneo hanno verificato quattro aziende agricole operanti nel settore del contoterzismo agricolo. Dalle ispezioni sono emerse numerose irregolarità, ad eccezione di una delle aziende, che impiegava quattro operai regolarmente assunti e assicurati.

Nella prima azienda irregolare, il datore di lavoro — pur avendo provveduto all’assicurazione previdenziale e assicurativa degli otto operai agricoli — non aveva mai consegnato loro la prescritta lettera di assunzione, documento essenziale per conoscere il proprio inquadramento, l’eventuale periodo di prova, la presenza di un termine, l’importo della retribuzione oraria e i diritti e doveri previsti dal CCNL. Inoltre, i lavoratori erano privi dei necessari DPI e non risultavano sottoposti a sorveglianza sanitaria. Per tali violazioni sono state irrogate sanzioni per oltre 5.000 euro.

Nel secondo caso, riguardante un’azienda con quattro dipendenti, gli ispettori hanno adottato il provvedimento di sospensione dell’attività per mancata redazione del DVR (documento di valutazione dei rischi). Sono state riscontrate ulteriori violazioni in materia di salute e sicurezza, tra cui l’assenza di sorveglianza sanitaria, la mancata formazione e informazione dei lavoratori e la mancata consegna dei DPI, per un totale sanzionatorio superiore a 10.000 euro. L'attività potrà riprendere solo dopo l’adempimento di tutti gli obblighi normativi verificati dal personale ispettivo. Sarà inoltre oggetto di valutazione anche la posizione dell’azienda agricola committente, parte attiva in caso di appalto.

Infine, nella terza azienda irregolare è emerso che due braccianti agricoli non avevano ricevuto la retribuzione spettante, circostanza che ha portato all’adozione del provvedimento di diffida accertativa.

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