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ITL Ravenna: scoperti autisti “in affitto” senza tutele

17 gennaio 2022


Prosegue l'attività di contrasto alle forme di illegalità in materia di lavoro, legislazione  sociale e previdenziale da parte dell'Ispettorato del Lavoro di Ravenna.

Nell'ambito di una serie di controlli svolti  in collaborazione con il personale di vigilanza dell' INPS di Ravenna ad alcune imprese del settore logistica e trasporti gli ispettori hanno accertato numerose ipotesi di violazione della normativa che regola la somministrazione dei lavoratori, fattispecie ammessa dalla normativa solo per il tramite di agenzie autorizzate dal ministero, al fine di evitare fenomeni di dumping e sotto inquadramento dei lavoratori.

Nel corso degli accertamenti è emerso l'esatto contrario, ovvero l'esercizio non autorizzato della somministrazione di manodopera, di natura fraudolenta,  con connessa elusione della contrattazione collettiva nazionale ed evasione contributiva.

A seguito di alcune segnalazioni, gli ispettori hanno verificato che alcune imprese fornivano – senza alcuna autorizzazione ministeriale - autisti per il trasporto di generi alimentari fino a qualche tempo fa.

Da approfondimenti si è anche accertato che alcune di queste società  risultavano cessate alla Camera di Commercio e all'INPS, ma nei fatti continuavano a somministrare personale.

Al vertice dell'organizzazione è inoltre emerso che l'impresa committente, nonché utilizzatrice delle prestazioni rese dagli autisti "in affitto", riusciva con questo sistema a tagliare drasticamente i costi relativi alle dirette assunzioni degli autisti.

Gli ispettori ravennati hanno inoltre accertato  - con riguardo ad una decina di posizioni lavorative -  che i costi del lavoro venivano ulteriormente abbattuti inserendo nelle buste paghe degli autisti somministrati voci del tutto esenti da contributi e ritenute fiscali, in palese violazione dei trattamenti economici minimi inderogabili stabiliti dal contratto collettivo di lavoro.

 All'esito dell'ispezione è stata accertata una evasione contributiva pari a 30 mila euro, mentre ai datori di lavoro somministratori e al legale rappresentante della società utilizzatrice  sono state irrogate sanzioni pari a 40 mila euro. I trasgressori sono stati inoltre deferiti alla Autorità Giudiziaria.