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ITL-Ravenna: Somministrazione fraudolenta e lavoro nero nel settore turismo

31 ottobre 2022


Nell'ambito di un'attività accertativa svolta nel settore turistico alberghiero dall'Ispettorato del Lavoro di Ravenna-Forlì-Cesena  in collaborazione con i finanzieri del Comando Provinciale di Ravenna, è stato constatato che una società della provincia di Rimini, formalmente dichiarata inattiva e priva di dipendenti, aveva in gestione un albergo sulla costiera ravennate che, nei fatti, veniva condotto da un'altra società con sede nella provincia di Trento.  

Tale società, a sua volta, impiegava personale somministrato e/o distaccato illecitamente da due ulteriori società con sede legale a Milano e Potenza.

L'attenzione degli operanti si è così concentrata sui rapporti tra le 4 imprese coinvolte ed ha interessato complessivamente la posizione di 23 lavoratori che, in periodi diversi, si sono alternati all'interno dell'albergo, risultati tutti irregolari e alcuni pagati in contanti, in violazione della normativa sulla tracciabilità dei pagamenti stipendiali.

Dall'attività ispettiva è infatti emerso che alcuni dipendenti erano privi di regolare contratto di lavoro, mentre altri erano stati contattati per l'avvio al lavoro  direttamente dalla società che gestisce l'albergo (utilizzatrice) ma risultavano nell'organico, presi in carico formalmente, ad una delle due società somministratrici, al solo fine di retribuirli con stipendi inferiori ai minimi contrattuali dovuti in base alle mansioni effettivamente svolte.

L'attività di verifica ha fatto emergere inoltre numerosi riposi settimanali non goduti.

Lo schema artificioso, individuato dagli ispettori e dai finanzieri  e messo in atto, in concorso tra loro, dai legali rappresentanti delle quattro società, prevedeva che a fine stagione la prima società riprendesse la gestione diretta dell'hotel, continuando comunque a servirsi di dipendenti in carico ad una società terza, utilizzati grazie a distacchi risultati anch'essi irregolari.

All'esito degli accertamenti, sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria i legali rappresentanti di tutte le società partecipanti al disegno criminoso, con l'accusa di somministrazione fraudolenta di lavoro, mentre, sul piano amministrativo, sono state comminate alle società sanzioni per un totale di circa 50 mila euro, oltre al recupero dell'evasione contributiva, stimata in 60 mila euro.