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ITL Pavia: caporalato tra le vigne, due denunciati

5 ottobre 2020


L’Ispettorato del Lavoro di Pavia ha trovato intenti al lavoro tra i filari dell’Oltrepò Pavese nove lavoratori in condizione di sfruttamento, tutti richiedenti asilo e, quindi, privi di permesso di soggiorno, che venivano pagati meno di sei euro all’ora, lavorando dall’alba al tramonto anche per 13 ore al giorno e senza contratto di lavoro.
Per il presidente della cooperativa, che esercitava lavori agricoli conto terzi di supporto alla produzione vegetale, dalla quale venivano reclutati i lavoratori e per l’autista che al mattino presto aveva il compito di portarli nelle campagne pavesi, è scattata la denuncia per caporalato ed è stata sospesa l’attività della cooperativa. 
Sono  accusati di aver sfruttato le condizioni di bisogno dei richiedenti asilo. Altre tre persone, titolari di altrettante aziende agricole, sono state invece denunciate per violazioni in materia di sicurezza: non avrebbero sottoposto a visita medica i lavoratori, lasciati anche privi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro. In una di queste aziende è stato, inoltre, trovato un operario di età inferiore ai 18 anni che lavorava come vendemmiatore.
Complessivamente, nelle diverse ispezioni che hanno impegnato l’Ispettorato del Lavoro di Pavia, sono stati controllati n. 33 lavoratori, nove dei quali erano impiegati in nero. Sono state, pertanto, contestate sanzioni amministrative per circa 31mila euro, disposte ammende per 67mila euro e previste violazioni al protocollo covid per 800 euro.