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Comunicato Stampa

9 agosto 2021


Ispettorato del lavoro Ferrara–Rovigo: la sede di Rovigo coordina una task force "A.L.T. CAPORALATO!" 

Nel Polesine l'agricoltura si conferma uno dei settori più a rischio per la regolarità del lavoro e lo sfruttamento dei lavoratori.

 L'Ispettorato del Lavoro di Rovigo, nell'ambito del progetto "A.L.T. Caporalato!", ha coordinato una task force in partnership con l'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) Italia, che ha interessato per tre settimane il settore dell'agricoltura nell'area del Polesine: uno dei settori produttivi più critici e problematici sotto il profilo della regolarità lavorativa.

I controlli ispettivi sono stati concentrati sia su fondi agricoli coltivati, in aperta campagna, sia negli stabilimenti produttivi dove vengono svolte tutte le attività agricole connesse di lavorazione del prodotto: cernita, preparazione, confezionamento, etc.

L'attività di vigilanza straordinaria ha interessato sia l'Alto che il Basso Polesine e l'effetto sorpresa – considerate le difficoltà a individuare e raggiungere alcuni dei terreni agricoli – ha consentito di ravvisare numerose irregolarità.

Sono state ispezionate complessivamente 24 imprese (società e ditte individuali), con 118 lavoratori controllati, di cui 18 cittadini italiani, 41 cittadini comunitari e 59 provenienti da Paesi extra-UE, in particolare da Marocco e Pakistan.

Gli accertamenti ispettivi risultano tutt'ora in corso, tuttavia già in occasione dell'accesso ispettivo sono stati riscontrati illeciti per lavoro "in nero" e altre violazioni in materia contrattuale riferiti a 17 lavoratori.

Al termine degli accertamenti, sarà possibile anche verificare l'emergere di ulteriori ipotesi di irregolarità e, in specie, quelle relative alla illecita somministrazione di manodopera derivante dai pseudoappalti o appalti non genuini.

L'attività di vigilanza si è avvalsa del supporto del personale degli Ispettorati del Lavoro di La Spezia, Roma, Varese e Treviso; dei Carabinieri del NIL della sede di Rovigo, che hanno svolto un'attività di intelligence con sopralluoghi preispettivi; dei Carabinieri della Forestale presso i vari comandi territoriali; e dai tecnici della Prevenzione dello SPISAL c/o Az. ULSS nr. 5 Polesana, che in almeno tre occasioni hanno contestato il mancato rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro e la mancata conformità di alcuni macchinari utilizzati.

Un supporto cruciale è stato quello offerto dai mediatori culturali dell'OIM inviati sul territorio. Il rapporto di fiducia che sono stati in grado di instaurare con le persone di volta in volta sentite nel corso delle verifiche ha consentito l'emersione di potenziale sfruttamento lavorativo ai danni di 3 lavoratori e il deferimento di 3 persone all'Autorità Giudiziaria.

Preziosa anche la partecipazione degli operatori del Progetto N.A.Ve di Rovigo (dal 1 luglio 2021 la denominazione è mutata in Progetto N.A.V.IG.A.Re – Network Antitratta per il Veneto Intersezioni Governance Azioni Regionali finalizzato a promuovere azioni volte a contrastare il fenomeno della tratta a scopo di sfruttamento lavorativo, sessuale, dell'accattonaggio ed economie illegali, indipendentemente dal loro status giuridico, dalla loro età, nazionalità, genere), che per alcuni lavoratori a rischio sfruttamento hanno fatto partire anche un progetto di protezione e accoglienza.

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