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ITL Ravenna: Contratti pirata settore Logistica

30 maggio 2022


Operavano in un polo logistico di Ravenna in sub-appalto, applicando ai propri dipendenti un CCNL (Contratto collettivo di lavoro) non corrispondente alle attività e alle mansioni svolte, con netta riduzione dei diritti economici e normativi a favore dei lavoratori, a fronte di  un contestuale risparmio aziendale per l'abbattimento del costo del lavoro.

Oggetto della verifica effettuata dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna  l'indebita applicazione dei contratti cosiddetti "pirata"  da parte di alcune imprese, con la verifica del corretto adempimento retributivo e contributivo riferito ad un centinaio di lavoratori impiegati dal 2020 al 2022.

Gli ispettori ravennati, all'esito dei riscontri documentali e testimoniali  hanno scoperto che  le imprese interessate applicavano un Contratto Collettivo completamente diverso rispetto non solo all'attività aziendale svolta in appalto, ma anche differente in riferimento alle reali mansioni dei dipendenti occupati nel polo logistico. La scelta di tale inadeguato CCNL era, nei fatti, giustificata da una finalità esclusivamente economica che aveva come scopo principale l'abbattimento del costo del lavoro.

L' espediente di un CCNL meno oneroso, se non fosse stato intercettato dagli ispettori, avrebbe consentito di ridurre i costi d'esercizio e ricavare maggiori profitti, e non avrebbe garantito ai propri dipendenti l'applicazione delle condizioni economiche più vantaggiose derivanti dal corretto inquadramento contrattuale.

Inoltre, nel corso delle verifiche è stato accertato che gran parte dei lavoratori superavano il limite massimo dell'orario straordinario previsto e sono state evidenziate  violazioni sull'orario massimo settimanale, con rischi anche dell'integrità psico-fisica degli stessi lavoratori.

Sulla base dei conteggi relativi alle registrazioni sul libro unico, e sulle maggiorazioni dovute ma non applicate sulle ore di lavoro straordinario è stata rilevata un'evasione contributiva pari a un milione e duecentomila euro,  della quale sarà chiamata a rispondere l'intera filiera degli appalti, in primis le società che occupavano i lavoratori e, in qualità di obbligati in solido, gli appaltatori e i committenti.

Un'operazione che ribadisce l'importante e necessario ruolo istituzionale svolto dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna  come presidio dei diritti del lavoratori ma anche di contrasto alle forme di concorrenza sleale a danno delle imprese regolari.