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ITL Ravenna-Forlì Cesena: somministrazione illecita di personale e DURC falsi nel settore metalmeccanico

21 novembre 2017

In occasione della verifica sulla regolarità di un contratto di appalto nell'ambito di uno stabilimento metalmeccanico nel territorio di Ravenna, gli Ispettori dell'ITL di Ravenna hanno accertato la somministrazione illecita di manodopera da parte di un'azienda sprovvista di autorizzazione ministeriale che, inoltre, utilizzava DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) contraffatti.

L'azienda ispezionata si avvaleva, infatti, di alcuni dipendenti senza aver stipulato con essi alcun contratto di lavoro e li somministrava illecitamente ad altra impresa che di fatto beneficiava delle loro prestazioni di lavoro.

Gli Ispettori hanno anche constatato che l'azienda in questione non avrebbe potuto ottenere il rilascio del DURC in quanto, come emerso da verifiche disposte presso il competente Ufficio INPS, risultava da alcuni anni irregolare sotto il profilo del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi obbligatori.

Il titolare dell'azienda, infatti, utilizzava un DURC artificiosamente modificato, sia nella forma che nei contenuti, al fine di dimostrare ai vari committenti di essere in regola con la contribuzione INPS/INAIL. Al riguardo, il personale ispettivo, tramite consultazione delle banche dati, ha appurato che tale documento, oltre a risultare inesistente negli archivi INPS, presentava un formato non più in uso da alcuni anni e recava firme non conformi.

Tale sistema fraudolento, interrotto a seguito dell'intervento dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna, aveva consentito finora al titolare dell'azienda di lavorare anche in altri cantieri presenti sui territori di Ravenna e Faenza, eludendo completamente la normativa contributiva e fiscale.

Infine, dal sopralluogo disposto nella sede legale dell'impresa, è emerso che nei locali non veniva svolta alcuna attività imprenditoriale risultando privi di mobili, dotazioni aziendali ed in stato di abbandono.

All'esito dell'ispezione, il titolare è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ravenna e gli Ispettori hanno elevato a carico delle aziende anche sanzioni amministrative per un importo complessivo di 8mila euro.