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Delocalizzazione call center


La Legge di Bilancio 2017 ha modificato la disciplina per i call center localizzati in Paesi extracomunitari. L’articolo 1, comma 243, della Legge n. 232 del 2016 ha introdotto l’obbligo di comunicazione per gli operatori economici che decidano di localizzare, anche mediante affidamento a terzi, l’attività di call center in un Paese non membro dell’Unione europea.

Questa comunicazione deve essere inviata, almeno trenta giorni prima del trasferimento, ai seguenti soggetti istituzionali: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Garante per la protezione dei dati personali.

In particolare, la comunicazione indirizzata al Ministero del Lavoro e all'INL deve contenere le informazioni relative ai lavoratori coinvolti dalla delocalizzazione che, come chiarito nella nota di seguito citata, sono le seguenti:

  • Il numero complessivo dei lavoratori che, in conseguenza della diversa localizzazione delle attività di call center, abbiano subito una modifica della propria posizione lavorativa (ad esempio per trasferimento, riduzione d’orario o di mansione, licenziamento).
  • L’unità o le unità produttive in cui i medesimi lavoratori sono occupati, nonché le eventuali modifiche della posizione lavorativa conseguente alla diversa localizzazione.

A partire dal 28 marzo 2017 la comunicazione deve essere inviata in via telematica, sui siti internet istituzionali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali o dell’Ispettorato nazionale del lavoro (rispettivamente agli indirizzi: www.lavoro.gov.it e www.ispettorato.gov.it). Per accedere alla compilazione sarà necessario registrarsi sul portale www.cliclavoro.gov.it.

La sanzione amministrativa pecuniaria, prevista in caso di omessa o tardiva comunicazione, è pari a 150.000 euro per ciascuna comunicazione omessa o tardiva.

Nel caso di delocalizzazione avvenuta prima del 1° gennaio 2017 la comunicazione dovrà essere inoltrata con le modalità suddette entro il 2 marzo 2017, così come previsto dalla Legge n.232/2016. In questo caso l’omessa o tardiva comunicazione sarà punita con una sanzione di 10.000 euro per ciascun giorno di ritardo.


Accesso alla procedura telematica.


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Consulta i siti del Ministero dello Sviluppo Economico e del Garante per la protezione dei dati personali per informazioni sulle comunicazioni di relativa competenza.